L'ALTRA METÀ DELL'AMORE

Regia: Léa Pool

Cast: Piper Perabo (Paulie), Jessica Paré (Tori), Mischa Barton (Mouse), Jackie Burroughs (Fay), Mimi Kuzyk (Eleanor), Graham Greene (Joe)

Trama: Tre ragazze. Tre giovani amiche unite da un forte legame presto diventano inseparabili. Pauline e Tori sono legate da qualcosa di ben più profondo dell'amicizia e presto il loro legame "speciale" metterà a dura prova il rapporto di amichevole complicità delle tre. Mouse, coinvolta in queste tensioni sensuali e violente, comprende cosa significhi essere innamorati e la complessità di questo sentimento.


MARY "MOUSE" BRADFORD: Prima ancora di arrivare provavo già una brutta sensazione. Mi sentivo come un topolino grigio che si dirigeva verso la bocca di un gatto. E non c'era nulla, nulla che potessi fare per evitarlo. Mia madre era morta di cancro tre anni prima, e io cominciavo a dimenticare i suoi lineamenti. Quando aprivo il suo portacipria, e vi vedevo riflessa la mia faccia, mi tornava in mente la sua. Il profumo della cipria aveva lo stesso odore di quando la baciavo sulla guancia. Mia madre... lei non mi avrebbe mai mandata in collegio.
MORLEY BRADFORD: Tante grazie.
FAY VAUGHN: Arrivederla.
MORLEY: Andiamo, cara.
FAY: Ah... Le cose poi migliorano, sai. Davvero.
MOUSE: No, io sto bene, grazie.
FAY: Eh... senti, ora ti voglio presentare una compagna fantastica, eh? Victoria! Victoria, vieni, ti presento Mary!
VICTORIA "TORI" MOLLER: Ok, vengo subito. Il mangiare è proprio schifoso, però, sbobba da ospedale. Perciò quasi tutte ci teniamo i soldi da parte per ordinare pizze e pasti cinesi. E chi non lo fa, qualche anoressica, si nutre di gomme da cancellare.
MOUSE: Sul serio?
TORI: Possiamo fare quello che vogliamo quassù, ma proprio tutto. Accidenti, sei proprio fuori allenamento! Dovrai venire a correre con noi, se no avrai un infarto prima dei vent'anni. Ecco, qui c'è il nostro bagno e anche le docce. Come hai detto che ti chiami?
MOUSE: Beh, quasi tutti mi chiamano Mouse.
TORI: Mouse?
MOUSE: Mio padre mi ha sempre chiamata così.
TORI: Davvero? Come mai?
MOUSE: Non so.
TORI: Il mio mi chiamava Principessa, mi faceva vomitare.
MOUSE: Meglio di Mouse.
TORI: Ta-da! Il mio è quello in disordine. Visto? Sembra un campo di battaglia. È più forte di me, sarà per reazione contro mia madre, tu che dici? Quello è di Paulie, questo è mio e... questo qui è tuo. Scusa. Ehi... senti, lo so che è orrendo il primo giorno, ma adesso io sto meglio qui che a casa mia. Siamo come i ragazzi smarriti di Peter Pan, giusto? Solo che noi siamo le ragazze smarrite, smarrite e scatenate. Eh... Quando hai finito qui vieni giù alla festa, okay?
PAULINE "PAULIE" OSTER: Vuoi fumare?
MOUSE: Aaah!
PAULIE: Ti ho spaventata? Si vede lontano un miglio che sei nuova. Come un'agnellina timorosa. Quanti anni hai? Tredici? Quattordici? Sei una specie di genio? Hai saltato delle classi? Io sono Paulie. Oster.
MOUSE: Mary Bedford. Mi chiamano Mouse per soprannome.
PAULIE: Eh, eh, eh. Preferirei chiamarti stronza che Mouse. Così stai con me e Tori, eh?
MOUSE: Sì. È miss Vaughn che l'ha deciso.
PAULIE: Forse non le andava che stessimo troppo sole.
MOUSE: Io non ero mai stata in un collegio, prima d'ora.
PAULIE: Beh, ora sei una ragazza smarrita. Benvenuta tra noi. Vieni, dai! Un po' d'alcool nel beverone, che altrimenti fa schifo, e la festa può cominciare. Dacci dentro.
MOUSE: Dacci dentro...


TORI: Ora ci divertiamo.
CORDELIA: Certo.
TIM MOLLER: Ehi, ragazze, ci invitate alla vostra festicciola?
TORI: Andate via! Ah, mio fratello è un vero rompiscatole.
CORDELIA: È carino però!
PAULIE: Ehi, non li leggete i cartelli? È vietato l'ingresso agli stronzi.
JAKE HOLLANDER: Quella è proprio tosta, eh? Adesso mi è venuta una gran sete.
PHIL: Dai, c'è un goccio anche per gli stronzi? Per favore!
PAULIE: Sei la luce dei miei occhi, Tori. Siete pronte a fare festa?
CORO: Sììì!
FAY: Paulie! Paulie! Paulie!
ELEANOR BANNET: Che c'è?
FAY: Io credo che Paulie abbia corretto la bevanda.
ELEANOR: Vogliamo far finta di non saperlo?
FAY: Ah, ah, ah, io lo farei volentieri, e so che lo faresti anche tu, ma non sarebbe una cosa da bravi insegnanti come noi due, signora Bannet, eh, eh, eh.
ELEANOR: Va bene, Fay. Oh! Almeno balliamo!
FAY: E che ballo è questo?
MOUSE: Prima di quel giorno non sapevo cosa volesse dire la parola "divertimento". Non mi ero mai divertita in vita mia. E questo cos'era? Divertimento? Non lo so. Era come se Paulie mi avesse fatto una malia, e tutti i miei presagi di solitudine, di tristezza sembravano scomparsi.
PAULIE: Ehi, novellina! Che ne pensi di Vaughnie?
TORI: Non chiamarla novellina, sei scortese, eh!
MOUSE: Miss Vaughn è gentile.
TORI: Si dicono cose poco carine sul suo conto.
PAULIE: Lei e Bannet se la fanno di sicuro.
TORI: Paulie, non esagerare! Sono due donne single, e sono molto amiche. Non c'è niente di strano. Non essere perfida, o omofobica.
MOUSE: È stata gentile con me. Cioè... è stata... normale. Cioè, certo non...
PAULIE: Io non dico che non è gentile, novellina. Dico solo che è una di Lesbo. E s'è presa una cotta per Tori. Ha buon gusto la signora. Bellissima... Ah, ah, ah!
TORI: Ah, ah, ah!
MOUSE: Non ero sicura di cosa stessero facendo. Lo so che sembrerò ingenua, ma... a prima vista pensai che si stessero allenando per uscire coi ragazzi. Dov'ero vissuta fino ad allora le cose si erano fermate a quando i miei erano ragazzi.
ALLISON MOLLER E AMICHE: È pieno giorno, dormigliona, giù dal letto, brutta poltrona!
TORI: Allie, lasciami in pace, rompiscatole! Mary B, questa è mia sorella Allie, è una somara. Vero, Allie?
ALLISON: Eeeh....
TORI: E ha delle verruche sulle dita dei piedi. Fa veramente schifo.
ALLISON: No! Bugiarda!
TORI: Leva quei piedacci dal mio letto!
ALLISON: Non darle retta, Mary, i miei piedi sono perfetti!
PAULIE: Portate via di qua quelle cosciotte oscene! Fuori! Fuori, fuori, fuori! Se vi rivedo qui vi prendo a calci nel sedere, brutte ochette giulive! Ah, che rompipalle!
TORI: Oggi a colazione ci sono le crepes di mirtilli.
PAULIE: Eh, allora...
SCOLARE: Senti che buon profumo. Assaggia questo.
CORDELIA: Sveglia!
LAUREN: Eh, eh, eh!
PAULIE: Mary, Lauren.
LAUREN: Ciao, piacere.
MOUSE: Ciao.
TORI: Che profumo meraviglioso. Io potrei dare anche la vita per le crepes di mirtilli. Tu non le trovi stupende, Mouse?
MOUSE: Sì.
PAULIE: Ehi, ehi, ehi, niente poppanti qui. Via!
LAUREN: Sì, via! Andatevene!
TORI: Dovete sloggiare!
ALLISON: Perché dobbiamo andarcene?
PAULIE E AMICHE: Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via!
TORI: ... e lo so perché l'ho fatto.
ELEANOR: Vogliamo definire il valore minimo della funzione quadratica. Ora, per poterlo fare dobbiamo completare il quadrato. Conoscendo il coefficiente principale che è...? Lo conoscete, ragazze! Cordelia?
CORDELIA: Uno.
ELEANOR: Uno, sì. Grazie.
TORI: ... ho reagito così...
ELEANOR: Non ci resta che aggiungere la metà del termine lineare a X...
TORI: ... lo so che sono stata stupida in quell'occasione...
ELEANOR: ... ed elevare il tutto al quadrato per ottenere il termine costante di undici.
TORI: ... è un po' difficile essere intelligenti in quelle situazioni...
ELEANOR: Victoria?
TORI: Sì?
ELEANOR: Vieni, aiutami.
TORI: Lei vuole che risolva il problema?
ELEANOR: Sì. Voglio che tu risolva il problema.
TORI: Ok. Ci provo.
ELEANOR: Dov'è la difficoltà, Victoria?
TORI: Non è chiaro.
ELEANOR: Esattamente che cos'è che non ti è chiaro?
TORI: La X, insomma... Che ci fa quella X? Cioè... perché... che cosa... che cos'è una X?
ELEANOR: Non ti è chiaro che cos'è la X? Forse se passassi meno tempo a ciarlare, e un po' più di tempo ad ascoltare...
PAULIE: Ciarlare? Considero questa parola un pugno in faccia, signora Bannet.
ELEANOR: Spiegati meglio, Pauline.
PAULIE: È la parola che usano i maschi per denigrarci, banalizzare e smerdare i nostri discorsi. Sta dalla loro parte anche lei, eh?
ELEANOR: Pauline Oster, io non ti... consento di utilizzare questo genere di linguaggio nella mia classe! Non farlo mai più, hai capito? Ne ho fin qua sopra, fino in cima ai capelli della tua mancanza di rispetto. Che stai facendo?
PAULIE: Sto insegnando, signora Bannet, quello che dovrebbe fare lei.
TORI: Paulie!
ELEANOR: Ora fuori dalla mia classe! Andrai da miss Vaughn, le spiegherai il motivo per cui ti ho espulsa dalla lezione e ne subirai le conseguenze. Hai capito? Non sono stata abbastanza chiara?
PAULIE: Ti saluto, allora, Eleanor.
KARA: E adesso che lezione hai?
MOUSE: Lettura.
KARA: Okay, è in fondo al corridoio, sulla tua destra. Okay?
MOUSE: Grazie.
KARA: È semplice. Ciao.
PAULIE: È lei che ha sbagliato.
FAY: Tu devi metterti bene in testa che Victoria non è tua, e che può difendersi da sola. Hai capito? Hai capito?
PAULIE: Ma lei non ha detto niente, non ha parlato.
FAY: Ma figurati!
PAULIE: Non si stava difendendo!
FAY: Forse perché sapeva di aver torto!
PAULIE: Ma che cosa? È stata aggredita dalla Bannet, e io...
FAY: Doveva ascoltare la lezione. E comunque non ti permetto di terrorizzare la mia scuola, è chiaro? Proprio tu, Paulie, a cui ho dato tanto. Ti ho concesso tantissimo, Paulie, e tu lo sai. Forse anche troppo, ti ho concesso.
PAULIE: Ah, ah, ah. Una lettera alla mia madre naturale.
TORI: Scritta da te? Vuoi dire che ti hanno dato il suo indirizzo?
PAULIE: No, ma... hanno... hanno detto che gliela faranno avere. E se lei lo accetta, possiamo anche incontrarci.
TORI: Oh, cavolo!
PAULIE: Lo so, questa sarebbe una cosa... Cara vera madre, non avere paura. È comprensibile che tu mi abbia mollata, eri solo una ragazzina, ti capisco in pieno. Non mi devi temere, io sono innocua. So che hai avuto una vita dura, mentre la mia è stata buona, confortevole, anche se un pochino... gelida. Immagino che abiti in qualche seminterrato di periferia, e che ti fai il culo per guadagnarti da vivere. Ho pensato di scriverti, così potremo farci una birra, qualche volta. Con affetto, tua figlia, Pauline. P.S.: Janet è la mia finta madre, sorride con gli occhi tristi e ha le mani fredde.
TORI: Io spero che ti risponda.
PAULIE: Quando sarà vecchia, io me la porterò in giro sulle spalle.
MOUSE: Almeno l'hai mai vista?
PAULIE: Quelle dell'Infanzia mi hanno preso da lei in ospedale. Lei mi ha tenuto un giorno intero, sempre in braccio. Così mi hanno detto.
TORI: Io non scrivo mai a mia madre. Ci parliamo solo al telefono.
PAULIE: Per questo forse non le dici quello che pensi.
TORI: Io non le posso dire quello che penso, Paulie. Insomma, come potrei dirle quello che penso veramente? Anche in una lettera. Scriverei: cara mamma, io ti odio per una varietà di motivi, il più recente dei quali è dovuto ai tuoi commenti sui miei denti davanti ai tuoi grossolani amici. Tu vuoi che io sia la perfetta signorina elegante e raffinata che diventerà una rispettabile signora, concubina di qualche banchiere, come te. Ma la verità è che tu sei come una droga per me, come la cioccolata. È come se io non riuscissi a fare a meno di te. Ti sto addosso continuamente, e tu continui a darmi calci sui denti con le tue parole, col tuo tono, e certe volte io... non lo so, vorrei proprio che tu morissi.
PAULIE: Senza rimorsi, Victoria!
TORI: Pensavo che non l'avrei mai detto!
MOUSE: La mia matrigna mi fa sempre un sacco di osservazioni. Mi offende. Io la odio. È gelosa del rapporto che ho con mio padre.
PAULIE: Anche la mamma di Tori è gelosa di lei. Ma proprio gelosa pazza!
TORI: Perchè sarebbe gelosa di me?
PAULIE: Dai!
TORI: Dillo! Ehi, Mary, tu non l'hai ancora scritta la tua lettera.
MOUSE: Ah... Lei è morta tre anni fa.
TORI: Oh, mi dispiace.
MOUSE: No, figurati, non vedo perché dovrei scriverle una lettera.
PAULIE: Magari ti sente, sai.
MOUSE: Se dovessi scrivergliela...
PAULIE: Coraggio, fallo.
MOUSE: Cara madre, ti ricordi cosa mi hai detto quando eri malata, moribonda, anzi? Era autunno. Ottobre. Faceva ancora caldo quell'anno, e la tua camera profumava di mele un po' troppo mature. Io tenevo la tua testa tra le mie braccia, e il tuo respiro era così affannoso, e così leggero... Dicesti, Mary, ti prego, ricordati di me. E il fatto è che a volte mi capita di dimenticare il tuo viso.
PAULIE: Brava.
TORI: Non te lo ricordi davvero il suo viso?
MOUSE: A volte mi succede.
TORI: Questo lo trovo veramente triste.
PAULIE: Brava. Sarà il tuo nuovo nome. Mary B, B per Brava. Mouse è morta! Eh, eh!
TORI: Siamo contente di averti come compagna di stanza. Vero, Paulie?
PAULIE: Certo! E tu sei contenta di avere noi come compagne, Mary B? Dì la verità, sinceramente.


MOUSE: Ah... senta, scusi... mi stavo chiedendo... A lei... dispiacerebbe...?
JOE MENZIES: Vuole fare il giardino?
MOUSE: Sì. Sì. Aiutavo ogni giorno mia madre a fare il nostro da aprile fino all'inverno prima che lei morisse, un paio d'anni fa.
JOE: Ah, mi dispiace.
MOUSE: E così mi dicevo che se a lei può servire una mano, qualche volta... ma se preferisce di no va bene lo stesso.
JOE: No, no, no, no, va bene, va bene. Con piacere. Questa è la prima volta in vent'anni che una ragazza si offre. È come un segno da lassù, è l'avvento di una nuova era, eh, eh, eh! Eh, sì, eh, eh! Stavo scherzando. Devo parlarne con Fay, voglio dire miss Vaughn, la direttrice. Sicuramente dirà di sì. Ehi, il suo nome?
MOUSE: Era... è in transizione.
JOE: In transizione? È carino. E... e come... come si scrive, con la esse oppure con la zeta? Eh, eh, eh! Lei è un po' filosofa, vero?
MOUSE: Non lo so.
JOE: Glielo dico io. Guardi che io l'aspetto, allora. In transizione... e si procuri dei guanti, hm?
PAULIE: E allora?
TORI: È da un anno che organizza questo viaggio in Italia. Adesso non posso chiamarla e dirle "senti mamma annulla tutto, io vado a piantare alberi con Paulie".
PAULIE: Tori...
TORI: Tu lo sai quanto vorrei, ma non posso. È messa molto male di nervi, sai Paulie? Ah... non lo so, io... io devo stare un po' con lei. E poi noi due staremo di nuovo insieme in autunno. Eccome staremo insieme!
PAULIE: Io pianterò trecento alberi al giorno, e vincerò una vanga d'oro per te. Ah, ah, ah! Ah... è... è che lei a... aveva degli incubi. Eh, eh, eh!
TORI: Eh, eh, eh!
PAULIE: Oggi andiamo piano per Mary Brava.
TORI: Ti troverai bene qui, vedrai. Ce la fai? Quando sarai in forma riuscirai anche a parlare.
PAULIE: Dai, stringi i denti e soffri, Mary Brava.
TORI: Però te la cavi bene per la prima uscita. Che ne dici, Paulie?
PAULIE: Non c'è male.
TORI: Direi che stiamo facendo sui dieci chilometri all'ora.
PAULIE: Sei impazzita Tori? È già tanto se riusciamo a farne sette. Ci pesa il culo, oggi. Oh, oh! Oh, cazzo!
TORI: Oh, mio dio. È bellissimo.
PAULIE: Non lo toccare. Potrebbe beccarti.
TORI: Non volevo mica toccarlo.
PAULIE: Lasciate fare a me, okay? Qui ci penso io. Ho detto che ci penso io. Vi raggiungo dopo, andate.
TORI: Vieni. Quando si mette in testa una cosa...
PHIL: Ehi!
JAKE: Ciao!
TORI: Ciao!
PHIL: Vi andrebbe di farvi una fumatina con noi, belle ragazze? Eh?
TORI: Ah... grazie, no, siamo sotto allenamento.
JAKE: Sei la sorella di Tim Moller, tu.
TORI: Certo, sono Tori.
JAKE: Ciao.
TORI: E questa è Mary.
JAKE: Ciao, piacere. Io sono Jake. Hollander. E questo è John, e questo idiota è Phil.
PHIL: Ciao.
TORI: Ciao. Beh, adesso noi... dobbiamo andare.
JAKE: Ehi, Tori. Non fa il compleanno Tim tra un po'? Giù, al Bluenote?
TORI: Sì, certo.
JAKE: Sarà una bella festa. Tu ci verrai?
TORI: È... probabile. Ora dobbiamo andare.
JAKE: Spero di rivederti lì, Tori.
PHIL: Spero di rivederti lì, Tori. Ah, ah, ah!
MOUSE: Hai fatto colpo su di lui
TORI: Su chi?
MOUSE: Lo sai su chi!
TORI: Hanno fatto colpo le mie tette! Fanno colpo su tutti!
MOUSE: Eh, eh, eh! Allora, ci andrai?
TORI: Dove?
MOUSE: Al compleanno di tuo fratello
TORI: A farmi palpare da tutti quei deficienti? Preferisco studiare matematica.
MOUSE: Eh, eh, eh!
TORI: Chissà cos'ha fatto Paulie con quel falco. Paulie! Paulie! Oh, mio dio. È per il falco?
PAULIE: Se vedono troppo gli viene il panico e impazziscono.
TORI: Tu pensi che riuscirà a volare ancora?
PAULIE: Comunque ci sarò qui io con lui. Ci starà comodo e al sicuro qua dentro.
TORI: Vieni qui. Io sarei persa senza di te, Paulie.
PAULIE: Io ti proteggerò.
MOUSE: A mia madre piaceva tanto sporcarsi le mani. Io invece ho sempre paura delle uova di verme.
JOE: Uova di verme? Fanno le uova i vermi?
MOUSE: Io credo di sì. O no? Non lo so.
JOE: Eh, eh, eh! Non credo che facciano le uova. No, credo che spuntino fuori dalla terra. Tua madre era una donna interessante. Che te ne fai di una che non vuole sporcarsi le mani?
MOUSE: Certo. Lei diceva "non ti preoccupare, uno sporco pulito".
JOE: Eh, eh, sì!
MOUSE: Era spiritosa.
JOE: Eh...
MOUSE: Tutti gli anni, in primavera, mi svegliava la mattina sussurrandomi all'orecchio "c'è la prima margherita", e allora uscivamo in giardino in camicia da notte a piedi nudi...
JOE: E... vi sporcavate i piedi insieme?
MOUSE: Eh...
PAULIE: Ah, ah, ah! Eh, eh, eh! Tori...
TORI: Oh, Paulie...
MOUSE: Non so se sapessero che io sentivo tutto, o se fingessero di non saperlo. Comunque, dopo un po' la cosa divenne... non so come dire... normale, ecco. Quei rumori, quei bisbiglii, le loro ombre abbracciate divennero come elementi dei miei sogni, come una parte della mia realtà.


ALLISON E AMICHE: È pieno giorno, dormigliona... Porca vacca, andiamo! Che schifo, ma avete visto? Adesso capisco tutto! Proprio tutto!
PAULIE: Bedford, chiudi la porta! Senti, tua... tua sorella ha gli incubi di notte, e si mette a gridare nel sonno.
ALLISON: Uh-uh.
PAULIE: Bedford!
MOUSE: Non è quello che pensi tu.
TORI: Vattene. Vattene dal mio letto!
PAULIE: Tranquilla, non è successo niente.
TORI: Tu non conosci Allison, io sì. Diventerà isterica. Andrà a dire tutto a mamma e papà.
PAULIE: E allora? Ma cazzo, siamo nel ventunesimo secolo, lo sai?
TORI: No, no. Tu non capisci, è inutile. Non le capisci certe cose. Allie, lo giuro su dio. Lei si è infilata nel mio letto. Io neanche lo sapevo che c'era.
ALLISON: Si è infilata nel tuo letto?
PAULIE: Dev'essersi presa una cotta per me. Io gliel'ho detto che non sono così.
ALLISON: È una cosa disgustosa. Perché non lo dici a qualcuno? Dillo a Vaughn, falla cacciare via.
TORI: È che mi fa pena, sai? È una ragazza adottata.
ALLISON: Tori, tu sei troppo gentile.
TORI: Allora... lo dirai alle tue amiche, vero? Lo dirai a tutte che io non sono così?
ALLISON: Certo. Non ci posso neanche pensare.
TORI: E a mamma e papà? Non dirai niente di quello che hai visto, vero?
ALLISON: No, Tori. Ma sei sicura che non sei...
TORI: Allie! Io adoro i ragazzi! Vado pazza per loro, ti assicuro. Ah, sai, ce n'è uno del collegio maschile che ho conosciuto l'altro giorno, Jake, che è perdutamente innamorato di me.
ALLISON: Ah sì? E uscirai con lui?
TORI: Certo, scherzi? Vado con lui alla festa di Tim venerdì sera.
AMICA: Allison! Andiamo!
ALLISON: Sta' tranquilla Tori, sistemerò tutto io.
CORDELIA: Ehi, Tori! Allora? Come stai?
TORI: Senti, prima di tutto, qualsiasi cosa dicano sono solo chiacchiere. Stupidaggini. E so che voi non gli date retta.
CORDELIA: No di certo. Comunque, anche se fosse vero, io direi lo stesso: allora? Crescete, andiamo!
TORI: Ma non è vero!
CORDELIA: Io ho una zia che è gay, e allora? E con questo?
TORI: Sì, ma io non lo sono. Sono tutto il contrario.
CORDELIA: Lo so.
MOUSE: È turbata. Dalle tempo.
PAULIE: Bedford, è una giornata nera.
FAY: Offuscate sono le coste variegate del mondo. Oh, Antonio, Antonio, Antonio! Ah... Il suo amore sta morendo. Capite? E allora lei si rivolge al sole, affinché bruci l'intero globo, il mondo. Cleopatra non sa spiegarsi come mai nulla muti in natura, mentre un evento così straordinariamente devastante...
PAULIE: Sentite qua! Poco dopo dice: "Continuerò io dunque a vivere in questo tristo mondo che di te privato non è migliore di una stalla"? Stalla. È esatto. E un po' più avanti dice: "La corona della terra si discioglie, e più nulla resta di memorabile alla luce spettrale della luna". Più nulla, lo so anch'io.
FAY: Hmm-hmm, ah sì, è così, certo. Può capitare a chiunque, no? Tutto questo scaturisce da quello che Shakespeare chiama l'A, Amore. Amore, appassionato, folle. Che travalica tutte le barriere. Ed è per questo che noi lo riconosciamo ancora oggi. Eh, eh! C'è qualcuno tra noi che non ha conosciuto tale passione? Lo so che qualcuno magari verrà a dirvi che l'amore è fuori moda, superato... che è solo un contratto sociale, se volete. Voi ragazze che ne dite? Lauren?
LAUREN: Quando mio padre lasciò mia madre per la sua amichetta, disse che era amore. Ma era evidente a tutti quanti che era... solo... sesso! Io dico che l'amore è sesso.
FAY: Ah...
MONICA: Io credo che sia... una proiezione, come un miraggio nel deserto. Ognuno ci vede quello che vuole, nell'altro.
CORDELIA: No, no, no, è una tempesta chimica nel corpo, che ti fa volere dei bambini.
FAY: Ah, ah! È biologia.
LAUREN: È un contratto.
PAULIE: Bugiarda! Bugiarda! Bugiarda! Bugiarda! Nessuna di voi ha capito un cazzo, perchè l'amore è... esiste, e niente di quello che dite può farlo sparire, perchè è il motivo per cui noi esistiamo qui. È la vetta più alta, e una volta che l'hai scalata, e guardi gli altri da lassù, ci rimani per sempre. Perchè se ti muovi, allora... cadi. Cadi.
FAY: Sì, Paulie. Io credo che tu abbia ragione.
TORI: Senti, Mary, io ti devo parlare di Paulie. Lo so che questa storia è una seccatura per te, ti chiedo scusa. Però tu sei l'unica persona con la quale io... Senti, tu i miei genitori non li conosci, sono borghesi benpensanti, molto religiosi, e credo che non mi guarderebbero più in faccia. E io... io ho bisogno che facciano parte della mia vita. Non saprei come fare se li perdessi. A Paulie io voglio bene, tu lo sai questo. È la mia migliore amica al mondo, e forse è l'unica persona che amerò nella mia vita, allo stesso modo di quella Cleopatra. E ferirla... mi sento mancare il fiato, perché non ha più senso respirare. Però c'è questa vita che devo per forza vivere, okay?, c'è il sogno che mio padre e mia madre hanno fatto su di me. E anche se mi sento morire - e mi sento morire, Mary - io non sarò pià la stessa allegra compagna di giochi per lei. E non starò mai più con lei. È finita, è tutto finito. E allora, Mary, dipende tutto da te adesso, perché Paulie avrà una reazione molto dura. Lo sai, è molto sensibile, e quindi avrà un gran bisogno di un'amica. Le sarai più necessaria di quanto tu lo sia mai stata per nessuno, Mary. Pensi di farcela?
PAULIE: Perché ti metti quella merda in faccia?
TORI: Perché sì.
PAULIE: Perché?
TORI: Perché devo uscire.
PAULIE: Ah. E dove vai?
TORI: Vado fuori, con una persona.
PAULIE: Che persona?
TORI: Una persona amica, okay?
PAULIE: Mi interessa sapere chi è, tutto qua.
TORI: Sì, ma tra amiche bisognerebbe rispettare il privato.
PAULIE: Amiche?
TORI: Sì, amiche. Siamo tutte amiche qui, vero Mary B?
PAULIE: Noi non siamo solo amiche.
TORI: Spiacente, Paulie.
MOUSE: Tutto okay?
PAULIE: Ha gli occhi che le brillano, hai visto? Come la mia falsa madre, sai? Le brillano quando dice balle. Ciao. Ti farò crescere sano e forte, così potrai volare via. Voleremo via. Noi voleremo via da qui. Voleremo via da qui per sempre. Certo, voleremo molto lontano da qui.
MOUSE: Fino a quella notte non avevo mai... non avevo mai sentito niente al basso ventre. Ero come una sorta di bambola di legno senza sangue nel mio corpo. Ma quella notte... quella notte cominciai a sentire il sangue che si muoveva.
PAULIE: Ti sei divertita?
TORI: Non sono affari tuoi, Paulie.
PAULIE: Mi hai mentito.
TORI: Ti ho detto che uscivo con una persona, e così ho fatto.
PAULIE: Ti fai scopare sempre contro un albero dalle persone?
TORI: Quello che faccio sono affari miei, Paulie, e tu non hai nessun diritto di spiarmi.
PAULIE: Tori, tutto quello che fai è affare mio! Tu sei affare mio! E io tuo!
TORI: Se t'azzardi ancora a spiarmi ti giuro che...
PAULIE: Cosa?
TORI: Non t'azzardare!
PAULIE: Lo rivedrai, quello?
TORI: Sta' a sentire, Paulie. È arrivato il momento di smetterla, adesso. Non possiamo più continuare. Io voglio che siamo solo amiche, okay?
PAULIE: Non ci credo, non è possibile. Tori... amore, ti prego...
TORI: No, dai, per favore. Lasciami.
PAULIE: Per via di Allison? Dei tuoi genitori? O di chi? Non puoi farmi questo.


ALLISON: Che cos'hai, Mary?
MOUSE: Ah... sono dei... sono dei semi che ho chiesto qui per il giardino.
ALLISON: Semi. A me mia madre non li manderebbe mai. Lei conosce soltanto le cose firmate dagli stilisti. Senti, io spero che tu non mi trovi impicciona, ma credo che dovresti sapere che qui si dicono cose non tanto carine sul tuo conto.
MOUSE: Davvero?
ALLISON: Solo perché stai sempre con Paulie forse pensano che anche tu sei come lei. Lo sanno tutti che praticamente ha violentato mia sorella. Tori dice che lei si è infilata nuda nel letto!
MOUSE: Beh, Paulie è una mia amica. E quindi non m'importa di quello che pensano gli altri.
AMICA: Hai visto che reazione?
JOE: Ciao.
MOUSE: Ciao. Che importanza ha quello che pensano gli altri?
JOE: Beh, dipende da quanto ti pagano, credo. Quanto ti pagano? Eh, eh, eh!
MOUSE: Eh, eh, eh! Mio padre mi ha mandato dei semi.
JOE: Ah, sì?
MOUSE: Tu pensi che potrei piantarli da qualche parte?
JOE: Eh... Ci vuole del terriccio leggero. Vediamo cosa hai. Eh, uova di vermi! Eh, eh, eh!
TORI: Jake ha delle mani magiche. Sa esattamente dove toccarmi.
RAGAZZA: A quell'età sono quasi imbranati, di solito.
TORI: No... lui è così perfetto da non crederci. È come... come uno scultore.
RAGAZZA: E Roger?
MONICA: Roger invece non è certo uno scultore. Lui è più... come un idraulico!
CORO: Eh, eh, eh!
RAGAZZA: Il mio viene subito, appena è dentro, in un secondo.
CORDELIA: Che pretendi? Te la fai con uno di sedici anni!
CORO: Eh, eh, eh!
TORI: Jake invece è maschio. Lui può durare tutta la notte. È a trazione integrale!
CORO: Ah, ah, ah!
RAGAZZA: Forza, ragazze! Sotto!
RAGAZZE: Pressatela! Dai, passa! Bene, così! Su la faccia, su la faccia! Dalla subito! Forza ragazze! Subito!
ALLENATORE: Largo a quella palla! Smarcatevi!
RAGAZZE: Passala! Dai, più rapidi i passaggi! Dovete passare subito!
PAULIE: Tu non ci staresti, vero, se una falca qualunque ti mollasse. Non te ne staresti lì, appollaiato a starnazzare come un'oca. Dal ramo più alto piomberesti a ghermire la tua amata coi tuoi artigli, e la porteresti nel cielo. Non staresti lì senza far niente, da donnetta.
MOUSE: Paulie!
PAULIE: Prendi su una scheggia. Ho detto prendi su una scheggia.
MOUSE: Ah...
PAULIE: Così il nostro sangue è mescolato. Il sangue della poiana. Tagliami i capelli, adesso.
MOUSE: E perché?
PAULIE: Perché scendo in guerra. Io non ho più niente da perdere.
MOUSE: Paulie, questa è una pazzia.
PAULIE: Coraggio!
MOUSE: Paulie... lo fai per Tori?
PAULIE: Sta' zitta e tagliami i capelli!
MOUSE: Lei vuole un ragazzo, Paulie, non una ragazza rapata a zero.
PAULIE: E tu che cosa ne sai? Scusa... Ti chiedo scusa, okay? È solo... è solo che io la rivoglio.
MOUSE: Paulie, ascoltami, Tori non è una lesbica, perciò tu cerca di dimenticartela, okay?
PAULIE: Lesbica? Lesbica? Che cazzo ti salta in mente? Credi che io sia lesbica?
MOUSE: Sei una donna innamorata di una donna, no?
PAULIE: No, io sono Paulie innamorata di Tori, non ti sbagliare. E Tori è... io lo so! È innamorata di me, perchè lei è mia, e io sono sua! E nessuna delle due è lesbica! Io mi farò una capanna di giunchi al tuo cancello. E con l'anima entrerò nella tua casa. Comporrò dei madrigali al condannato amore, e te li canterò ad alta voce tutte le notti. Esalterò il tuo nome alle riecheggianti colline finché non risuonerà in tutto l'aere un grido solo: Victoria!
ELEANOR: Paulie? Perché non scendi adesso?
PAULIE: Non si tocca un rapace.
ELEANOR: Ti prego.
FAY: Avrei dovuto prevederlo.
ELEANOR: Io l'avevo detto che sarebbe successo. E non è finita.
PAULIE: Scommetto che lui non sa fare quello che ti faccio io.
TORI: Paulie, ti prego. No! Paulie... Ti ho detto che non voglio più, okay? Io amo Jake. Paulie, ascoltami bene, okay? Ti dico una cosa che non ripeterò mai più, è chiaro? Io non amerò mai nessuno come amo te, okay? Mai. Lo sai questo. E lo so anch'io. E tutta la vita sarà così, okay? Solo che non posso, io non posso viverlo questo amore. Lo capisci? Io non potrò mai vivere questo amore. Ehi, Mary! Ciao. Allora, cos'hai preso in geografia?
PAULIE: Coraggio, ridete quanto volete! Se volete ridere, ridete! Vi divertite? Certo, si sa: vi faccio ridere! Ah, ah, ah!
ELEANOR: Paulie, ora basta! Dai, basta, Paulie!
PAULIE: Ah, ah, ah!
ELEANOR: Paulie, per favore!
PAULIE: Ah, ah, ah, ah! Ah, ah!
FAY: I tuoi genitori sono preoccupati per te, Paulie. Dicono che non li richiami mai.
PAULIE: Io non ho i genitori.
FAY: Anch'io ho avuto quello che si chiamava un esaurimento nervoso allora. Avrò avuto qualche anno più di te, forse, e qualcuno mi dette una mano. A ripensarci, Paulie, meno male che lo fecero, perché se non lo avessero fatto, beh, non so adesso dove sarei. Ero come una macchina, sai, senza l'autista.
PAULIE: Continuerò io a vivere in questo tristo mondo che di lei privato non è migliore di una stalla?


JOE: Ciao. Come stai?
MOUSE: Okay. Non lo so neanch'io, veramente.
JOE: Che ti succede?
MOUSE: Tu hai mai visto qualcuno cambiare?
JOE: Cambiare in che senso?
MOUSE: Cambiare del tutto. Come passare dall'estate al gelo dell'inverno.
JOE: Certo.
MOUSE: Ah, sì?
JOE: L'erba ritorna verde ogni primavera. Può farlo anche la gente.
MOUSE: Però c'è gente che non può più tornare.
JOE: Sì, purtroppo. Senti, perché mi hai chiesto se...
MOUSE: Devo andare!
PAULIE: Riuscirai a volare! Yah! Yah! Yah! Yah! Ah, ah, ah!
FAY: Venite, o spiriti che presiedete ai pensieri di morte. . Fate denso il mio sangue. Sbarrate la strada e il passaggio al rimorso. Che nessun repentino riflusso di natura ostacoli il mio fermo proposito. Venite, dunque, al mio seno di donna, e succhiatene il latte in cambio di fiele. Voi, ministri del crimine, dovunque siate, invisibili forme al servizio della natura malvagia. Vieni, densa notte, e ammantati del fumo più buio dell'inferno. Che il mio aguzzo coltello non veda le ferite che infligge, né il cielo possa sbirciare oltre la coltre nera e gridare: "Ferma! Ferma!". Hm? Ora, qualcuna di voi sa dirmi di cosa sta parlando la nostra amica lady Macbeth? Cordelia?
CORDELIA: Eh... ahm... eh... di vampiri?
CORO: Ah, ah, ah!
FAY: Oh, beh, mi giunge nuova quest'interpretazione. Però direi che questo non la invalida, Cordelia. Che altro ci puoi dire?
CORDELIA: Beh, che è... un gran macello.
CORO: Ah, ah, ah!
FAY: Secondo me tu stavi di nuovo pensando al pranzo, vero Cordelia? Dì la verità. Ehm, Paulie? Tu sembravi molto coinvolta col monologo.
PAULIE: Veramente stavo pensando a chi vincerà il campionato di baseball quest'anno.
FAY: Io non ti credo affatto, Paulie. Ho visto che ascoltavi.
PAULIE: Allora vattene a fare in culo, brutta strega.
FAY: Ah, ah, ah. Paulie sta attraversando un momento difficile, hm? Ora, volete sapere qual è la mia interpretazione? Io credo che lady Macbeth...
MOUSE: ... cerca di trovare il coraggio.
FAY: Ah... sì, Mary.
MOUSE: Per fare quello che deve fare. Solo che la sua parte femminile non ce l'ha, quel coraggio. Di qui "latte mio in cambio di fiele". E fiele vuol dire veleno. Ma così cosa succederebbe al bimbo? Il bimbo morirebbe. E lei a questo cerca di non pensarci. Lei vuole essere dura, non come una madre. Come un maschio. I maschi se ne fregano.
TORI: Mi è piaciuta la tua spiegazione di quel monologo.
MOUSE: Davvero?
TORI: Sì. Sai, anch'io vorrei tanto cancellare il mio sesso, come dice lei, perchè è quello che scatena tutti i nostri guai. Ci vediamo dopo.
PAULIE: Leggila.
MOUSE: Ad alta voce?
PAULIE: Sì, coraggio.
MOUSE: Gentile signorina Oster, dopo molte difficoltà abbiamo localizzato la sua madre naturale, ma siamo spiacenti di informarla che ella non desidera essere contattata da lei in questo momento. Vuoi che continui a leggere? Mi dispiace, Paulie.
PAULIE: No, perchè? Lei ha la sua vita. Ha diritto a una merda di vita, Mouse.
FAY: Oh...
PAULIE: Lei stava in mezzo alla strada, miss Vaughn.
FAY: Io ti ho cercata dappertutto, Paulie.
PAULIE: Chiedo scusa per il "vattene a fanculo" in classe, poco fa. Io ho sbagliato. Mi dia pure una punizione, se vuole. O anche due.
FAY: Io conosco una persona, Paulie. Una persona amica che ti può aiutare, se vuoi.
PAULIE: A fare cosa?
FAY: A superare quest...
PAULIE: È chi ha paura di essere com'è che va aiutato, Fay. Non crede?
FAY: Ti prego, mi devi credere. Io so quello che stai soffrendo.
PAULIE: No che non lo sai.
FAY: L'amore può essere un'esperienza molto dolorosa, e io lo so.
PAULIE: Tu non sai niente.
FAY: Sì, Paulie, io lo so, eccome.
PAULIE: L'unica persona che mi abbia mai amata... credo che morirò senza di lei. Ehi, ragazzo! Conosci Jake Hollander, che studia qui?
RAGAZZO: Sì, lo conosco.
PAULIE: Dagli questa, se no ti spacco il muso. Jake, sei un pezzo di merda. Sabato pomeriggio, forse l'ultimo per te. Canalone dell'East Side. Duello all'ultimo sangue per il cuore della mia regina. Victoria. Indistinti saluti, Paulie la poiana.
MOUSE: No, la cena è alle sei, la visita alle cinque. Bene, okay. Purché arrivi per la cena, perchè non vorrei essere l'unica che mangia senza il padre. Non lo so, pollo alla Kiev, aragoste... c'è di tutto, è un buffet. Okay, allora ci vediamo venerdì sera alle sei in punto. Ah... sì. Sto bene. È solo... magari te lo dico a voce. Okay, sì. Ti voglio bene. Ciao.
RAGAZZI: Prova il lancio, dai! Raccogli e corri, via! Più veloci! Ecco, così, bravo! Prova a dare più effetto adesso!
JAKE: Questa è fuori di testa.
JOHN: È chiaro che è proprio squilibrata. Io non accetterei, se fossi in te.
JAKE: Sta dando il tormento a Tori.
JOHN: Perchè Tori non la manda a quel paese?
JAKE: È troppo gentile. È così, Tori.
PHIL: Accetta la sfida. Fallo per lei. Per la tua donna.
JAKE: Sì, perchè no? Un duello sarà divertente.
MOUSE: Lui non è mai arrivato puntuale in vita sua.
BRUCE MOLLER: Magari avrà trovato traffico. Ce n'è parecchio a quest'ora, il venerdì sera.
TORI: Certo, è vero.
MADRE: Salve, signora Bannet, che piacere rivederla. Come sta?
ELEANOR: Bene, grazie.
RAGAZZE: Ehi, aspetti! Grazie.
CAMERIERE: Non c'è di che.
FAY: Ah... Tutto bene?
GENITORI: Sì, benissimo, grazie.
FAY: Bene. Eh, eh... Oh, eccoti qua!
INVITATO: Ciao, Fay!
TORI: So ballare, sai?
BRUCE: Allora balliamo. Scusaci. Voglio proprio vedere come te la cavi.
TORI: Eccoci!
PAULIE: Buona sera, Victoria. Ciao, Bruce.
BRUCE: Buonasera.
PAULIE: Permette che adesso balli io?
BRUCE: È uno scherzo, vero Victoria?
PAULIE: Uno scherzo? Te lo chiedo con gentilezza. Posso ballare con tua figlia?
BRUCE: Io penso che non stia bene. E sono certo che anche Victoria lo pensa.
TORI: Sei impazzita?
PAULIE: Che cosa c'è? Non ti piace ballare? Ti piaceva tanto ballare con me sul terrazzo.
TORI: Paulie, ti prego.
PAULIE: Cosa?
TORI: Non mettermi in difficoltà.
PAULIE: Tu mi ami, Tori.
TORI: Sì, da amica.
PAULIE: No, da amante. Dillo.
TORI: Ma...
PAULIE: Io ti amo, Paulie. Ora dillo o interrompo subito questo ballo.
TORI: Paulie, ti prego! Ti prego.
PAULIE: Allora dillo.
TORI: No. Tu dì pure quello che vuoi.
BRUCE: Che c'è, Tori? Qualcosa che non va?
TORI: No. Niente.
FAY: Paulie... Paulie, Paulie, vieni via. Paulie, Paulie! Vieni qui, su. Vieni. Ah...
ELEANOR: Fay!
PAULIE: Aaah! Mary Brava! Andiamo.
MOUSE: Vi è mai capitato, avendo una gran sete, di aprire un cartone di latte? Di versarvelo in bocca e di scoprire che è acido? È quello che è successo dentro di me... (Sono stanca) ... per sempre.
PAULIE: Cammina, non ti fermare.
MOUSE: Non sono mai stata così stanca.
PAULIE: Yah! Yah! Yah!
MOUSE: Sa volare! Ehi, gli hai insegnato a volare!
PAULIE: È lui che insegnerà a noi, Mary B.
MOUSE: Cosa?
PAULIE: Mouse, dov'è tuo padre? Non ti ho forse visto piangere? Non piangevi come una ragazzina? Come una ragazzina senza spina dorsale? Ho pianto anch'io, Mary B. Ho pianto anch'io come una ragazzina, ingoiando lacrime per giorni e giorni. Ora basta! Dobbiamo imparare dal rapace, mi segui? Io odio mio padre. Dillo, è facile, coraggio! Io odio mio padre!
MOUSE: Io odio... mio padre.
PAULIE: Sì! Non ti fermare.
MOUSE: Vorrei che morisse. Io lo odio! Io odio quello stronzo bastardo deficiente di mio padre! Lo odio!
PAULIE: Cancellate il mio sesso e succhiate il mio latte in cambio di fiele. Riempitemi dalla corona i piedi della più cieca crudeltà. Coraggio, su dillo! Dillo al rapace! Coraggio!
MOUSE: Cancellate... cancellate il mio sesso, succhiate il mio latte in cambio di fiele!
PAULIE: Fate denso il mio sangue!
MOUSE: Fate denso il mio sangue!
PAULIE: Fa' mangiare il rapace.
MOUSE: Non ci riesco.
PAULIE: Oh, sì che ci riesci. Riempitemi dalla corona i piedi della più cieca crudeltà. Avanti, dillo! E da' da mangiare alla bestia!
MOUSE: Riempitemi dalla corona i piedi della più cieca crudeltà!
PAULIE: Sei pronta, Mary B? Sei pronta al peggio?
MOUSE: Sono pronta.
PAULIE: A fare qualsiasi cosa? Senza rimorsi? Andiamo.


PAULIE: Yah! Lui è pronto.
JAKE: Che cazzo è quello?
JOHN: Questa ha anche l'uccello, eh! Ah, ah, ah!
PAULIE: Non è un uccello.
JAKE: Ah, no?
PAULIE: È un killer.
JAKE: Io sono qua, Paulie. Che cosa vuoi fare? Vuoi fare a botte? Aizzarmi contro il tuo uccello? Ti avverto che sono nella squadra di lotta, eh? Eh, eh, eh! Ah. Ah, ho capito. Un duello, come a teatro. Vuoi fare un duello? Guarda che ho fatto Laerte nell'Amleto del collegio. So tirare di scherma. Mi divertirò un sacco.
JOHN: Forza, Jake.
JAKE: Psss... psss... psss...
MOUSE: Forza, Paulie!
JOHN: Dai, dai, Jake!
MOUSE: Attenta, Paulie!
JOHN: Ehi!
JAKE: Le scommesse sono aperte.
JOHN: Avanti, Jake!
PAULIE: Per il mio amore!
JAKE: Se vuoi dire Tori, scordatelo. Lei ti odia. Non te lo dice per gentilezza.
PAULIE: Lei mi ama.
JAKE: Smettila di dire cazzate, Paulie. Victoria è la mia ragazza.
MOUSE: Attenta!
JOHN: Forza!
MOUSE: Paulie, attenta!
PAULIE: Rinuncia a lei! Dillo! Dì "io rinuncio a lei".
JAKE: Vaffanculo!
PAULIE: Aaah!
JAKE: Aaah!
MOUSE: Paulie, no! Sei impazzita?
JAKE: Aaah! Brutta puttana!
MOUSE: Paulie!
JAKE: La gamba! Sei proprio una stronza!
MOUSE: Che stai facendo? Che stai facendo?
JAKE: Sei una pazza furiosa!
PAULIE: Aaah!
FAY & ELEANOR: Aaah!
RAGAZZE: Evviva! Ah, ah, ah! No, non è giusto! Non era punizione, quella! Non l'ha nemmeno toccata!
MOUSE: Paulie... Paulie... ti prego!
PAULIE: Mi farò una capanna di giunchi al tuo cancello. E con l'anima entrerò nella tua casa. Entro di corsa nella segreta casa.
TORI: Paulie!
MOUSE: Cara madre mia, per poco non mi smarrivo anch'io. Hai visto? Ma l'amore puro che tu mi hai dato fino a un istante prima di morire è come una fiamma che mi accompagna, perennemente accesa, che mi permette di vedere anche al buio, come una poiana. È quella che mi ha salvato, mamma, da quel pozzo nero. Paulie non l'aveva quella fiamma. Il buio l'ha travolta. E così è dovuta volare via. Io me la sogno ancora, ogni notte, e credo che continuerò a sognarla. E sai una cosa? Adesso mi ricordo sempre il tuo viso. Ogni volta che penso a te alzo gli occhi e vedo il tuo viso. Il viso della mia mamma. Come una fiamma accesa, su, nel cielo.

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(2007)